Triumph Stag Mark II “Overdrive”

Venduta
CarrozzeriaCabriolet
TrasmissioneManuale
Chilometraggio87385 km
Anno1975
IVA / MargineMargine
  • Restored and rebuilt conditions
  • Offered with a well-documented history record
  • Invoices from past decades present
  • "Nut and bolt" restoration (with photos)
  • Original Dutch-delivered Stag
  • European style 4 passenger convertible
  • Deep "Carmine Red" with black upholstery
  • Triumph about the Stag: "Continental style doesn't begin in Paris"
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Questa macchina è speciale. Molto speciale. Del 1975. Stag Mark II, rifinita in un profondo e lucente Rosso Carminio con rivestimenti neri, restaurata "dado e bullone" fino all'ultimo dettaglio, documentata da fatture che coprono decenni e ancora orgogliosamente nelle sue specifiche originali consegnate in Olanda. Non è solo un'auto; è una storia custodita con cura.

La stessa Triumph stuzzicò il mondo con un'audace affermazione: "Lo stile continentale non inizia a Parigi". Con la Stag, si prefiggevano di dimostrarlo. La loro visione era semplice ma ambiziosa: creare una gran turismo glamour che potesse competere ruota a ruota con la Mercedes-Benz SL. E per farlo, si rivolsero a uno degli stilisti italiani più talentuosi, Giovanni Michelotti. Il risultato fu diverso da qualsiasi altra vettura in circolazione nel 1970: proporzioni nette, una linea della carrozzeria orizzontale e decisa, un assetto ribassato e l'inconfondibile roll-bar a T che conferiva alla Stag la sua silhouette unica. Ancora oggi, non assomiglia a nessun'altra decappottabile della sua epoca. Straordinaria ed elegante, con quel tocco di eccentricità che la rende inconfondibilmente britannica.

Ma la Stag non è mai stata solo una questione di design. È stata concepita come una vera decappottabile di lusso a quattro posti, qualcosa che le sue rivali non potevano eguagliare. Immaginate la scena: capote abbassata in una sera d'estate, quattro sedili occupati, bagagli sistemati e un V8 che rombava davanti. Non era solo un'auto sportiva; era una vera e propria berlina da viaggio, una tourer sofisticata con spazio e comfort da vendere. Pochissime decappottabili degli anni '1970 potevano mantenere quella promessa.

E poi c'è il motore. Sotto il cofano batte il V3.0 da 8 litri della Triumph, non un motore preso in prestito Rover monoblocco, non un sei cilindri adattato, ma un'unità sviluppata appositamente per la Stag. Al momento del lancio, si è trattato di una decisione ingegneristica audace, destinata ad alimentare un'intera generazione di modelli Triumph. Qui, abbinato a un cambio manuale, produce il tipo di suono che non si dimentica: profondo, risonante, raffinato ma giocoso. È allo stesso tempo raffinatezza e ribellione. Il V8 della Stag non si limita a spingere l'auto in avanti; detta il tono del viaggio.

Questo particolare esemplare eleva tutto quel fascino a un livello superiore. Dopo un restauro completo, accuratamente fotografato e documentato, offre la rara opportunità di ammirare una Stag come sarebbe stata quando lasciò la fabbrica quasi mezzo secolo fa. Ogni componente è stato ripensato e ricostruito con precisione, dalla trasmissione al più piccolo dettaglio di finitura. Le fatture che la accompagnano raccontano la storia di decenni di cura, mentre le foto forniscono una testimonianza visiva della profondità del restauro. Sedersi a bordo di quest'auto significa sentirsi trasportati indietro nel tempo, al 1975, solo meglio, perché è nuova, compatta e rinnovata.

La Triumph Stag Mark II rimane un simbolo della sicurezza degli anni '1970: artigianalità britannica con un tocco di design italiano, ingegneria audace e un innegabile senso dello stile. Pochi classici catturano sia l'ottimismo della loro epoca sia la gioia della guida all'aria aperta così perfettamente come questa. Oggi, con la sua rara originalità, il suo restauro impeccabile e la sua presenza senza tempo, questa Stag è più di un'auto. È una celebrazione del design, del sound, della libertà e del piacere di guida da condividere.